Perché un sito?

È una domanda giusta, e merita una risposta chiara, non una trovata da venditore. Questi sono i dieci motivi per cui, secondo me, a una piccola attività il sito rende quello che costa. Leggili, e se nessuno ti somiglia, non spendere i soldi.

01

Compari quando qualcuno qui vicino cerca

Ogni giorno, gente a due strade da te cerca dal telefono esattamente il lavoro che fai tu. Google gli mostra le attività qui intorno che riesce a trovare. Con un sito sei una di quelle; senza, non sei proprio nell’elenco, e il lavoro lo prende chi c’è. Sono clienti che stai perdendo senza nemmeno saperlo.

02

I tuoi concorrenti ci sono già

Quando uno sta valutando tre attività di zona, la decisione di solito è già presa prima che qualcuno alzi il telefono. Davanti a quella scelta, quella con un sito fatto bene parte avvantaggiata.

03

Si fidano prima ancora di entrare

La gente ha paura di essere fregata da uno che non ha mai visto. Le foto del posto, i nomi e le facce di chi ci lavora, le garanzie e i prezzi «a partire da» detti onestamente sistemano gran parte di quella diffidenza prima ancora del primo contatto. Ed è una cosa difficilissima da far passare in altro modo.

04

Meno telefonate che chiedono sempre le stesse cose

A che ora aprite, si paga con la carta, fate anche questo tipo di lavoro, più o meno quanto viene. Ogni risposta scritta sulla pagina è una telefonata che non devi prendere, di solito nell’ora in cui hai più da fare.

05

Prima di comprare, la gente ti controlla

Anche quelli a cui il tuo nome l’ha fatto un amico prima ti cercano. Se trovano solo una pagina Facebook che nessuno tocca da due anni, qualcuno se ne va altrove in silenzio, e dei lavori per cui eri in lizza non lo vieni mai a sapere.

06

Le altre aziende ti guardano più di tutti

Un’azienda che sceglie un fornitore, o chiunque affidi lavoro a ripetizione, il sito se lo guarda prima di impegnarsi. E se non c’è, magari non ti mette nemmeno tra i candidati. Sono i clienti che valgono anni di lavoro costante, e li decide gente che non si sognerebbe mai di fare il giro delle telefonate su consiglio di qualcuno.

07

I servizi che nessuno sa che fai

Ritiro e consegna, lavori fuori orario, le lavorazioni particolari, le cose che faresti volentieri più spesso. Il cliente non può chiedere quello che non sa che esiste. Ognuna di quelle cose è margine che sta lì fermo senza che nessuno lo sappia.

08

I prezzi tengono lontani i perditempo

Metti i prezzi sul sito, o almeno quelli «a partire da», e chi ti chiama sa già più o meno quanto viene. Meno discorsi imbarazzanti, richieste migliori, e meno giornata buttata dietro a gente che tanto non avrebbe prenotato.

09

Non devi ripetere sempre le stesse cose

Uno ti chiede cosa fai: gli mandi il link. Un cliente vuole il listino, gli orari, qualche esempio di lavoro: sta tutto in un posto solo, messo in ordine, invece che riscritto da zero a ogni messaggio.

10

È tuo, a differenza dei social

Una pagina Facebook o Instagram ti affitta un pubblico che comanda un algoritmo. Il sito è tuo, non in affitto: nessuno ti cambia le regole sotto i piedi, ti nasconde i post o fa vedere a chi ti segue la pubblicità di un altro.

Convinto, o almeno incuriosito?

Il prezzo sono due numeri e basta. Il percorso sono quattro passi, e al terzo decidi tu se pagare.

Raccontami della tua attività

Per cominciare basta una mail: che lavoro fai, dove sei, e se un sito ce l’hai già. Ti rispondo chiaro se posso esserti utile e quanto verrebbe a costare. Senza impegno, e senza che poi ti ricontatto a ripetizione.

oppure scrivi a [email protected]